Alla ricerca di un consenso - di Pietro Bagnoli

16 Marzo 2013

Il nostro primo Congresso sulle malignità del peritoneo è andato oltre ogni più rosea previsione: circa 160 persone per ognuno dei due giorni sono una dote importante, che ci fa riflettere.
Da un lato, infatti, un argomento di nicchia che teoricamente non dovrebbe attrarre tante persone ma solo gli "addetti ai lavori".
Dall'altro, la voglia di aggiornarsi, di ritrovarsi a parlare di un argomento eccitante, che sempre più spesso viene trattato nei grandi Congressi di chirurgia.
Questo workshop di Humanitas, partito inizialmente con l'idea di raccontare la nostra esperienza ormai non più tanto acerba (siamo - per volume di lavoro - fra i Centri più attivi in Italia), è diventata un'occasione per confrontarci soprattutto con gli Oncologi e non solo (penso ovviamente ai Ginecologi) per trovare una piattaforma comune su cui lavorare.
Questa "ricerca di un consenso" è stata l'oggetto della discussione pomeridiana di venerdì 1/3, quando ci siamo trovati a discutere soprattutto di farmaci: questo argomento sarà la sfida principale dei prossimi anni. In altre parole: dopo la standardizzazione della procedura chirurgica, quello che ci rimane è cercare farmaci più nuovi, che siano attivi nella cavità addominale e ad alte temperature come quelli che già usiamo, e che possibilmente siano simili a quelli che gli Oncologi già usano per le chemioterapie sistemiche.
E' una partita difficile da giocare, e richiederà quei famosi "studi randomizzati" di cui tanto spesso parliamo; ma gli studi sono costosi, richiedono soldi; e questo è il problema di più difficile soluzione.
Questi sono momenti difficili: consideriamo la difficoltà di organizzare anche un evento culturale come il nostro workshop, che ci ha richiesto davvero lacrime e sangue, e tanta buona volontà da parte delle aziende partner che ci hanno aiutato e che ricordiamo: RanD e Covidien.
Pensare di mettere in piedi studi, eventi culturali e ricerca sarebbe quasi impossibile, se non fosse che tutti noi siamo intimamente convinti del fatto che la ricerca è ciò che ci aiuta a curare meglio i pazienti. Ed è proprio in momenti di crisi come quella che stiamo vivendo, che dobbiamo cercare di dare il meglio di noi stessi anche su questo fronte.
Infine: uno degli aspetti che ci ha dato più soddisfazione è stata la proiezione del filmato sulla peritonectomia che abbiamo realizzato nel nostro ospedale durante una procedura particolarmente complessa.
Lo proponiamo nella Sezione Video ai nostri lettori, con la speranza che possa essere utile a capire non tanto la difficoltà della procedura, quanto piuttosto la sua fattibilità: la possibilità, cioè, di asportare completamente la malattia.
Spero che possa esservi utile


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