Maria Grazia

25 Giugno 2012

21 giugno 2012 Maria Grazia , Somma Vesuviana (Napoli)
Sono una giovane mamma di 43 anni con un marito adorabile e premuroso, due figli che sono la mia vita, tante amicizie meravigliose, insomma una vita felice, e non ho mai pensato che mi potesse capitare di ammalarmi di cancro.
Un anno fa ero in ottima forma fisica, coltivavo i miei hobbies, ridevo, mi divertivo, sognavo, facevo progetti e stavo bene: era decisamente un periodo positivo,tranquillo,sereno, quando iniziai ad avvertire dei fastidiosi mal di pancia . Inizialmente li sottovalutai, rassicurata dal mio medico di famiglia secondo il quale si trattava di una “colite nervosa”, e quindi potevo rilassarmi e andare in vacanza. A settembre dello stesso anno la mia pancia ha iniziato a gonfiarsi, io a dimagrire e a star male; eseguo un esame ecografico il cui esito non lascia intravedere nulla di positivo, per cui ricovero
ospedaliero imminente presso il secondo Policlinico di Napoli per ulteriori e più approfonditi esami, dai quali mi viene diagnosticata una “carcinosi peritoneale”, una diagnosi che non ha sconvolto solo la mia esistenza, ma anche quella della mia famiglia, la quale mi si è stretta attorno, concretizzando il suo amore, mi ha portato in braccio, e non mi ha lasciata sola un momento.
Ho familiarizzato con termini che prima avevo paura perfino a pronunciare, ma il tunnel diventava sempre più stretto. “Lei dovrà uscire dall’altra parte del tunnel!”: sono le parole che mi ha detto il prof. Gennaro Galizia (che ringrazio di vero cuore), la prima persona incontrata a Napoli che mi ha presa per mano, spiegandomi tutta la complessità del mio caso, e nello stesso tempo tutte le
strade possibili da intraprendere, con molta umanità e assolutamente convinto, ha voluto fortemente che io andassi a fare l’intervento a Milano, dove sono stata ricoverata presso l’istituto clinico Humanitas. Il giorno 11/11/2012 sono stata sottoposta ad intervento chirurgico di peritonectomia , dal Dott. Pietro Bagnoli, ma purtroppo l’esito non è positivo: riscontro di carcinosi peritoneale diffusa non operabile con intento di radicalità.
In seguito vengo dimessa con
l’obbligo di effettuare dei cicli di chemioterapia, che in caso di risposta positiva mi avrebbero permesso di sottopormi al secondo tentativo di intervento. Ero emotivamente distrutta, ma l’ottimismo e la positività del Dott. Bagnoli, il primo a non volersi arrendere e a rassicurarmi che ci saremo rivisti per il secondo intervento, mi ha dato una forte carica vitale.
La chemioterapia rispondeva bene: gli esami periodici davano buoni risultati alla fine dei cicli e la TAC dava una risposta importante per la rivalutazione dell’intervento.
Si avvicina il giorno in cui sarei dovuta ritornare all’Humanitas
per affrontare il secondo intervento.
Il 21/05/2012 sono stata sottoposta a intervento chirurgico di CRS + HIPEC, il decorso del post operatorio è stato complessivamente favorevole, quest’ ultimo si è svolto per le prime 36 ore
(come da protocollo) in unità di terapia intensiva per poi passare in unità di degenza ordinaria.
L’intervento, tecnicamente, come confermatomi dal Dott. Pietro Bagnoli, è perfettamente riuscito e di tutta la procedura eseguita mi è stata rilasciata una dettagliata relazione.
Desidero ringraziare di vero cuore il Dott. Pietro Bagnoli che con molto tatto ha sempre trovato le giuste parole nell’espormi le difficoltà del caso e mi ha sempre incoraggiato a reagire.
Un ulteriore grazie a tutti i componenti della Terapia Intensiva, al personale medico, paramedico e ausiliario del reparto B1 unità operativa di chirurgia generale oncologica dell’istituto clinico Humanitas di Rozzano (MI), una equipe di giovani operatori competenti, professionali e soprattutto umani. Mi hanno dato forza e coraggio senza nascondermi nulla e condividendo con me ogni scelta.
Ho combattuto tanto, è vero, ho sofferto, ma ho anche raccontato e
condiviso tutto. E’ grazie alla passione per il proprio lavoro, l’amore con cui questi medici trattano i propri pazienti, la fiducia nel progresso e nella ricerca, la vicinanza degli affetti più cari che tutto ciò è stato possibile, so che in questo momento tante persone stanno combattendo per la propria vita, con la mia testimonianza voglio dire loro che bisogna provarci sempre. o sono riuscita nel mio intento, lo può fare chiunque.
Maria Grazia Piccolo


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